Computer, telefoni, stampanti e dispositivi elettronici accompagnano la vita quotidiana di persone, scuole e uffici. Quando diventano obsoleti, però, rischiano di trasformarsi in rifiuti complessi e difficili da gestire. È proprio in questo passaggio, dal fine vita a una possibile nuova funzione, che si inserisce l’impegno del Gruppo Iren nella valorizzazione dei RAEE, i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, attraverso iniziative che coniugano sostenibilità ambientale, innovazione industriale e responsabilità sociale.
L’iniziativa del Gruppo Iren
Nelle scorse settimane Iren ha donato centinaia di computer ricondizionati a scuole, associazioni ed enti del territorio a Genova, Torino e Reggio Emilia. I dispositivi, provenienti dal parco informatico aziendale, sono stati sottoposti a un processo di rigenerazione che ne ha ripristinato le funzionalità, permettendo di allungarne la vita utile e di trasformarli in strumenti a supporto dell’educazione, della formazione e dell’inclusione digitale.
A Torino, il 19 dicembre, sono stati consegnati 120 computer destinati alla Rete delle Case del Quartiere e ad associazioni impegnate in attività educative e sociali. A Genova la donazione ha coinvolto 84 istituti scolastici comunali e numerose realtà attive nel supporto allo studio e nella facilitazione digitale, grazie alla consegna di 150 pc ricondizionati. Nei mesi precedenti, anche a Reggio Emilia erano stati distribuiti oltre 160 computer rigenerati ad associazioni ed enti del terzo settore impegnati in progetti di inclusione sociale e doposcuola.
Un’iniziativa che risponde a un’esigenza sempre più attuale: ridurre il divario digitale e garantire un accesso più equo alle tecnologie, soprattutto per le fasce più fragili della popolazione. In questo contesto, il riuso dei RAEE assume un valore che va oltre la sostenibilità ambientale, diventando uno strumento concreto di coesione sociale.
Il valore dei RAEE una volta giunti a fine vita
I Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche devono essere gestiti attraverso specifici circuiti di raccolta e trattamento. Al loro interno sono presenti sia sostanze potenzialmente dannose per l’ambiente sia materiali di grande valore economico e strategico, come rame, alluminio, oro, argento e palladio. Una corretta gestione di questi rifiuti consente di ridurre l’estrazione di nuove materie prime e di rendere più sostenibili le filiere produttive.
È su questi principi che si fonda la campagna “C’è futuro nei RAEE”, promossa dal Gruppo Iren per sensibilizzare cittadini, scuole e istituzioni sull’importanza del corretto conferimento, del riuso e della rigenerazione delle apparecchiature elettroniche. Un percorso che affianca alle iniziative di carattere sociale una solida strategia industriale.
In questo ambito si inserisce anche il ruolo di Valdarno Ambiente, società del Gruppo Iren, che gestisce l’impianto di Terranuova Bracciolini, una struttura all’avanguardia per il trattamento delle schede elettroniche. Qui i RAEE vengono lavorati attraverso processi tecnologici avanzati e green che consentono il recupero di metalli preziosi e materie prime critiche, contribuendo in modo concreto agli obiettivi di economia circolare e alla riduzione dell’impatto ambientale complessivo.
Dalla rigenerazione dei computer alla loro redistribuzione nelle scuole, fino al recupero dei materiali negli impianti specializzati, le iniziative di Iren dimostrano come i RAEE possano trasformarsi da semplici scarti in risorse per i territori. Un modello di economia circolare concreto che unisce innovazione, responsabilità ambientale e attenzione alle comunità, confermando come anche dagli oggetti più comuni possa nascere valore per il futuro.

